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La "nuova" strategia produttiva di Fiat

Cosa succederà in casa Fiat dopo il completamento della fusione con Chrysler? La domanda non si riferisce agli aspetti economici dell’accordo, al centro di un turbinio di polemiche, ma al core business della gloriosa casa automobilistica torinese: la produzione di auto.

In queste settimane si sono fatte molte speculazioni sulle nuove auto della casa automobilistica nata a Torino. Buona parte dell’attuale gamma resterà, Bravo esclusa, ma se sugli attuali e sui prossimi modelli è già stato scritto praticamente tutto, forse resta qualcosa da dire sulla strategia produttiva dell’intero Gruppo. Strategia esemplificata perfettamente dalla Nuova Cherokee, definita dagli addetti ai lavori “la prima Jeep su base Fiat”. Il pianale per la produzione di questa vettura, che sta vendendo molto bene negli Usa e presto sbarcherà anche in Europa, è lo stesso dell’Alfa Romeo Giulietta. Per essere precisi, su una versione allargata della piattaforma. E questo stesso pianale sarà usato per costruire, a breve, anche il suv del Biscione. Una sola piattaforma, tre auto. Un risparmio notevolissimo che può generare margini interessanti per la neonata FCA. La New Cherokee è intimamente connessa a Fiat anche per un altro, e non secondario, motivo: pur avendo un aspetto molto americano, in Europa sarà dotata anche di un propulsore “made in Torino”, ossia il 2.0 Multijet da 170 CV.

Siamo di fronte a una vera e propria azione di meticciamento. E la Nuova Cherokee è solo un esempio, il più attuale, di un piano di produzione che il Gruppo ha già sperimentato più volte, spesso con successo. Un esempio è la Fiat Ottimo, automobile pensata per il mercato cinese, che è sempre realizzata grazie al pianale della Giulietta (e siamo a quattro con una sola piattaforma). E se poi si considera che la Fiat Viaggio, berlina a tre volumi già da qualche anno sulle strade cinesi, è prodotta sul pianale della Dodge Dart, a sua volta una derivazione di quello della Giulietta, la strategia produttiva del Gruppo diventa ancora più palese.

La "nuova" strategia produttiva di Fiat