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Sintesi del Global Plan ONU for the Decade of Action for Road Safety 2011-2020

Sono 3.500 le vittime della strada al giorno, pari a 1,3 milioni di morti annui, con un trend in crescita destinato a raggiungere la quota di 2,4 milioni di decessi all’anno, nonché un numero annuo di feriti compresi fra 20 e 50 milioni che comportano – accanto all’impagabile dolore affettivo – anche notevoli ripercussioni sull’economia.

È quanto emerge dalla Sintesi del Global Plan ONU for the Decade of Action for Road Safety 2011-2020, nel quale le conseguenze economiche degli incidenti dei veicoli a motore vengono quantificate in 500 miliardi di dollari USA e cifre comprese fra l’1 e il 3% del PIL dei paesi del mondo.

La sicurezza stradale è, quindi, un problema non solo del mondo dell’assicurazione o della sanità, ma anche economico e sociale.
Criticità che è sempre esistita, si è andata acuendo esponenzialmente negli ultimi decenni a causa di un aumento rapido della motorizzazione a cui non è seguita un’adeguata pianificazione territoriale ed elaborazione di politiche e strategie volte a contenere gli effetti di questo fenomeno.

Per questo, si è fatta sempre più urgente una progettazione e coordinazione a livello globale (e sul lungo periodo) di azioni volte a implementare i livelli di sicurezza stradale.

L’idea di istituire un Decennio di Iniziative per la Sicurezza Stradale viene lanciato nel rapporto del 2009 della Commissione per la Sicurezza Stradale Globale, e trova presto il consenso di eminenti organismi e personalità internazionali.

La risoluzione A/64/255 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel marzo 2010, proclamava un Decennio di Iniziative per la Sicurezza Stradale 2011-2020.
Ciò rappresenta un passo decisivo per incoraggiare la volontà politica – anello debole della catena, insieme alle risorse economiche – ad adottare e coordinare su scala globale gli interventi di prevenzione e sicurezza per contrastare i fattori di rischio di incidenti mortali.

Partendo dall’assunto che l’errore umano non può essere evitato, il sistema di sicurezza stradale deve essere in grado di garantire quanto più possibile l’incolumità spostando la responsabilità della sicurezza sui progettatori delle infrastrutture e dei mezzi di trasporto, nonché sugli organismi legislativi ed esecutivi degli Stati e lasciando all'utente della strada il mero dovere di rispettare le vigenti normative.